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No alle consulenze d’oro

Per ripagare gli alti costi della propria campagna elettorale, finanziata con soldi di amici e lobby, un politico, una volta entrato nella stanza dei bottoni, può lavorare affinché si possa assegnare una consulenza a tizio o a caio. Una città etica, prima di assegnare consulenze esterne, deve prima valutare se esiste una disponibilità tra i professionisti in pensione o le aziende che sono interessate ad occuparsi in forma gratuita del bene pubblico. L’associazionismoè una virtù che a Torino  non manca e sono tanti coloro che offrono gratuitamente il loro tempo per giuste cause. Perché non farlo per la propria città con competenza? Cittadini o aziende benemerite prima di tutto. 

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