La famiglia non può continuare ad essere inteso come un ambito di intervento da aggiungere agli altri, la vita della comunità (trasporti, lavoro, scuola, servizi sociali…) assume la famiglia come elemento focale e come soggetto degli interventi: non assistita ma risorsa, soggetto partecipativo”.
Da qui si deve partire lo sforzo per creare le agevolazioni sulle rette dei servizi per l’infanzia per le famiglie numerose e affidatarie, con riduzioni progressive per le famiglie da tre a più figli a carico. Una Family Card comunale, per dare alle famiglie agevolazioni e sconti negli esercizi commerciali e sui servizi.
La strada delle politiche locali passa attraverso la sussidiarietà e la valorizzazione del terzo settore e dell’associazionismo familiare. Una nuova concezione del welfare che si orienta in tre nuove direzioni:
1 il superamento della distinzione moderna fra pubblico e privato: la sfera pubblica viene ad essere riferita a tutti quei soggetti e attività che rendono un servizio alla comunità;
2 una nuova coesione sociale: un welfare delle opportunità che valorizza la capacità di soggetti primari e secondari di creare reti fiduciarie e cooperative e di realizzare un’effettiva integrazione sociale;
3 una diversa concezione del bene comune, che si fonda anche sui beni relazionali, come quelli della famiglia e dell’associazionismo.
Creare meccanismi virtuosi per i quali ogni euro investito dalla Città ne generi 10 di sviluppo economico. Solo così si potrà recuperare il gap dell’attuale debito comunale.


