La città che vorrei è un luogo di relazione, animato e vivace. Un posto ideale dove poter vivere ma soprattutto dove poter incontrare gli altri, l'altro, il nuovo. Una città che apre i suoi musei di sera, che non dorme mai come Vienna, aperta al cambiamento come Berlino, che imita le città virtuose per il risparmio energetico, come Monaco di Baviera, un centro urbano densamente popolato da 1,3 milioni di abitanti.
Lì si sono dati l'obiettivo di dimezzare la CO2 entro il 2030 e ridurla dell'80% entro il 2058, e per raggiungere il risultato sono state messe in campo numerose iniziative guidate da una semplice filosofia: tutti devono partecipare, amministrazioni imprese e cittadini, perché le linee guida vengono date dalla politica ma sono le persone che poi devono farle proprie.
Ogni euro speso bene ne genera dieci di investimenti e crea un circolo virtuoso economico ed ecologico. Un modello di sviluppo esemplare per dimostrare che le politiche energetiche sostenibili sono un mosaico che funziona benissimo quando si compone di tante azioni e tanti attori guidati da un obiettivo comune. La città che vorrei è la mia città: Torino.














